Libri sulle festività di fine anno

Le feste sono istituti diretti a rappresentare e ribadire ritualmente la discrezione del tempo. Sono tempo celebrato e spettacolarizzato. Da qui la loro connessione indissociabile con i cicli vegetali. È quindi naturale che i rituali più importanti dell’anno si incontrino in un periodo che va dal mese di novembre, che precede il solstizio d’inverno, al mese di marzo in cui cade l’equinozio di primavera (21 marzo). È infatti da novembre a marzo che si assiste al morire e rinascere della natura, dunque del tempo.
Due aspetti caratterizzano la festa del solstizio d’inverno. È una riunione di tutti (intergenerazionale, interclasse: bambini e genitori, padroni e schiavi) ma, contemporaneamente, una scissione sociale e un disordine gioioso. 
Natale è la festa tradizionale per eccellenza. «Tradizione» significa letteralmente «trasmissione» e si tratta certamente di una festa di trasmissione: trasmissione dei regali, passaggio da un anno all’altro, passaggio di testimone da un tempo all’altro, trasmissione di un sapere durante le lunghe sere d’inverno…
Babbo Natale è, anzitutto, l’espressione di un codice differenziale che distingue i bambini dagli adolescenti e dagli adulti e si collega ai riti di passaggio e di iniziazione.