Libri per la crescita post-taumatica

“Io sono Malala. Il mio mondo è cambiato, ma io no.” Il mondo di Malala cambia radicalmente quando è vittima di un tragico evento che le condizionerà la vita. Ha solo quindici anni e la spensieratezza di quell’età le viene strappata via in un attimo. La sola colpa che ha Malala è quella di aver alzato la voce ed essersi battuta per la libertà e l’istruzione in favore delle donne. Un romanzo biografico che apre gli occhi su una realtà molto lontana dalla nostra di cui spesse volte ci dimentichiamo.

Come aggirare l’ostacolo, come evitare di mettere in allerta una parte di noi? In quale modo procedere? A piccoli passi che sono una sorta di sotterfugio per non mettere l’organismo in allarme. Il metodo Kaizen, da Kai (cambiamento) e zen (migliore),ovvero “il cambiamento per il meglio”, opta per una strategia incrementale, basata su piccoli passi e balzi giganteschi. E’ composto da diversi fasi: 

  1. Porsi domande semplici per dissipare le paure e alimentare la creatività
  2. Pensare in piccolo per acquisire nuove capacità e abitudini senza muovere un muscolo
  3. Intraprendere azioni poco eclatanti, ma i cui risultati siano garantiti
  4. Risolvere i microproblemi anche quando si deve affrontare una crisi gravissima
  5. Concedere piccole ricompense a sé stessi o ad altri per i risultati ottenuti
  6. Riconoscere i dettagli apparentemente banali, ma cruciali, che tutti gli altri trascurano.

Alla base del metodo Kaizen c’è la costanza. L’azione di cambiamento intrapresa deve essere talmente minima da poter essere eseguita tutti i giorni per 30 secondi al giorno, in modo tale da abituare il cervello a compierla con abitudine.