Libro Il dilemma dell’estraneo

“I benefattori sono eccentrici, ma la loro influenza si estende al di là di se stessi, perché dove c’è il senso che i benefattori siano troppo eccentrici, troppo distanti dalla gente comune, c’è anche il senso che il bene che fanno possa essere responsabile di questa lontananza. Dove c’è il senso che la moralità estrema entri in conflitto con l’umanità, c’è anche il timore che spingersi oltre, moralmente, significhi allontanarsi dalla comunità dei propri simili. Possiamo chiederci: i benefattori capiscono che quelli che noi amiamo sono gli esseri umani con i loro difetti, le loro debolezze, insomma gli esseri umani comuni? E inoltre: se i benefattori pensano sempre a come è ingiusto il mondo e a come debba essere cambiato, se vogliono sostituire il nostro mondo con un altro, e migliore, allora amano il mondo che noi conosciamo, cioè il mondo com’è?”